Lasciando il cappello nella borsa.
Stamane mi sono svegliata dopo una notte insonne. Ho trascinato il mio lenzuolo fino alla cucina, un the caldo e dritta in salotto. Avvolta nel lenzuolo ho studiato, ho visto la signora Fletcher, ho steso durante la bufera di vento che imperversava sul mio balcone e ho pensato. Un turno pomeridiano di lavoro, vederti ma non guardarti, la corsa in bici verso casa, Salgo e mi vesto, pronta per portare mia mamma a correre (perchè io farò sempre qualcosa per te, sempre). E scoprire che quei quindici minuti di corsa (mia mamma la resistenza non sa cosa sia) sono il momento più bello della giornata. Poi una doccia veloce e di nuovo in bici per tornare a lavoro.
Ecco, ad uno sguardo esterno questa giornata risulterebbe troppo piena per non aver chiuso occhio e piena di solitudine. E forse è vero. Ma sono le giornate come queste che mi fanno addormentare con il sorriso sulle labbra, perchè sento nel profondo, lì dove non mi inoltro perchè potrei perdermi, pace e soddisfazione.