trova le differenze

In piazza San Gioachimo ci sono due panchine. Oggi sulla prima ho visto un gruppo di mendicanti o barboni seduti: bevevano vino dalle classiche confezioni in plastica che trovi nei supermercati a poco prezzo e urlavano tutti contenti per chissà cosa. Ci sono passata affianco cercando di non dare nell’occhio, un po’ impaurita, “sai, con i tempi che corrono”. Sulla panchina a fianco c’era un gruppo di uomini d’ufficio, credo fossero dipendenti della Sorgenia, che ha l’ufficio in via Liberazione lì vicino, tutti belli impettiti nelle loro divise ben stirate, con anelli d’oro addosso. Istintivamente passandogli davanti mi sono rilassata, non ho controllato la distanza tra me e loro, “di sicuro è brava gente”. La “brava gente” infatti ha fermato il suo chiacchiericcio, si è voltata per guardarmi il sedere e come se lo sguardo non fosse abbastanza esplicito uno di loro ha avuto la fine idea di fischiarmi dietro.

Ecco, mi sono vergognata. Io che sono così perspicace e veloce nel gioco delle differenze, mi sono lasciata offuscare dalle apparenze. E’ il potere la differenza. E’ il potere che rende l’uomo uno schifo.